Storia dell'Alfa Romeo serie 162


Nel 1982 l'Alfa Romeo lanciò due nuovi progetti, 162A e 162B, rispettivamente Alfa 90 e Alfa 75. La crisi economica dell’azienda era ormai evidente e per ridurre al minimo le spese di progetto cercarono di riutilizzare più possibile quello che avevano in già in casa, la meccanica utilizata nell’Alfetta e la Giulietta. Nome in codice del progetto di quella che poi divenne l’Alfa 90 era “K2” e “K1” quello per quella che poi divenne la 75 (nome che verrà scelto in onore del 75mo anniversario della casa di Arese).

Alfetta

Alfetta

Giulietta

Giulietta


La “K2” riprendeva senza modifiche la disposizione meccanica transaxle, sospensioni anteriori a quadrilateri, ponte posteriore De Dion, freni a disco sulle quattro ruote dall’Alfetta, ma anche buona parte del telaio con parte dei lamierati esterni e il "giro porte". Per migliorare l’aspetto esterno con linee eleganti, sobrie e squadrate venne incaricata la Bertone. Riprogettò il frontale con una nuova fanaleria e migliorò l’aerodinamica utilizzando uno spoiler retrattile che scendeva per effetto della pressione dell’aria sotto al paraurti anteriore. Per le motorizzazioni più pesanti venne adottato il servosterzo (optional per quelle meno accessoriate) e migliorato notevolmente il leveraggio del cambio. Oltre ad accessori “particolari” per il top di gamma come la strumentazione optoelettronica fluorescente e la valigetta ventiquattrore nel vano portaoggetti.

L’Alfa 90 presentata al Salone dell'automobile di Torino del settembre 1984 non venne molto apprezzata dal pubblico, che la giudicò solo un restyling dell’Alfetta, anche se sostanzioso. Come dargli torto. Per la dirigenza Alfa Romeo quello invece doveva diventare il modello di classe medio-alta della gamma da produrre fino agli anni 90, questo aveva determinato anche la scelta del nome, ma il modello rimase in listino solo per tre anni e venne ritirato prima del previsto per dare spazio alla 75 che condivideva telaio e meccanica e dalla neonata 164. Tuttavia, le doti tecniche e stilistiche di questa vettura non possono essere dimenticare o ignorate e non la si può etichettare come un’auto non degna della storia di Alfa Romeo, anzi tutt’altro.


Disegno Alfa 90

Disegni frontale

Disegno Alfa 90

Disegno spoiler

Prototipo Alfa 90

Prototipo in sosta


Alfa 90

Alfa 90

Alfa 90

Alfa 90


Se per il progetto “K2” erano stati attenti a non spendere molto, quello “K1” nacque in piena economia. Pianale, scocca e sospensioni erano quelle della Nuova Giulietta, come il blocco delle portiere ereditato senza modifiche ai lamierati. Per lo più le modifiche furono più mimetiche che di sostanza.


Alfa 75 Portiere

Alfa 75 Portiere

Alfa 75 Prototipo

Alfa 75 Prototipo


Infatti il Centro Stile guidato da Cressoni scelse la soluzione di inserire una modanatura in plastica grigio scuro, che correva lungo la cintura, che sottolineava il profilo a cuneo e alleggerire esteticamente la fiancata, modificando anche il design delle portiere. Il frontale sottile era caratterizzato da due proiettori trapezoidali e da una calandra a listelli orizzontali con uno scudetto di dimensioni ridotte. Dietro due grandi gruppi ottici era uniti da una sottile striscia catarifrangente superiore.


Gli interni non erano particolarmente “moderni”, ma la plancia era decisamente efficace ed ergonomica. In mezzo ai sedili anteriori il freno a mano a maniglione, già utilizzato sull’Alfa 90. Purtroppo le finiture non erano molto curate come ci si aspetterebbe per una vettura di quella gamma e prestazioni, almeno nei primi anni di produzione. Comunque anche se il risultato non fu straordinariamente innovativo, fu comunque apprezzato e le vendite andarono subito bene. Dalla presentazione al pubblico nel Maggio del 1985 e dopo varie versioni e variazioni sul tema venne venduta fino al 1992.


Alfa 75 1.6

Alfa 75 1.6

Alfa 75 2.5 QV

Alfa 75 2.5 QV